Albino Ripani


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HANNO SCRITTO DI LUI



G. Massaccesi, M. Rivosecchi, A. Bartolozzi, G. Tuti, S. Coccia, G. Pende, R. Bompadre, C. Leopardi, mons. C. Bellucci, Emanuela Catalano, Gennaro Avano, ecc.

PUBBLICAZIONI:

BOLAFFI ARTE n°96 Marzo 1980
VAL. ARTE
L'ELITE
Dizionario enciclopedico d'Arte contemporanea
Catalogo d'arte internazionale NOVART 1987
Catalogo d'arte internazionale NOVART 1988
Falleroniarte edizione 1988
CATALOGO DELL'ARTE MODERNA ITALIANA N°28
ART LEADER
Guide illustrate ARTE per il collezionista 1991
Art selection words 95/96
Graphic Arts 75 Febbraio 2003
2008 - Arte Mondadori nei mesi di Marzo Maggio, Giugno, Settembre, Novembre.
2008 - CAM 44



La pittura astratta è l'ultima fase della creatività di questo artista che,dal figurativo alla litografia, ha seguito tracce essenziali al conseguimento del suo ideale di trascendenza ora raggiunto nell'incontro di forme e colori che esprime e svela la fusione di Realtà e Idea.

Ogni suo momento artistico, seppur vario per generi e tecniche utilizzate, è sempre stato riflesso dal progettarsi aspirando a realtà ultraterrene quasi per trovare risposte alle Temporanee Ombre dell'Esistere.

La vita ed il suo amore per essa però, lo hanno gradatamente guidato ad interpretare la Realtà come espressione non imperfetta dell'Eternità.

Non si assiste mai a smarrimenti perché la sua arte è un invito a non perdersi, ad illuminare le ombre accettando il reale come continua possibilità di rinascita.

Se i suoi primi paesaggi acquistano contorni umani e le figure sembrano accogliere il movimento armonioso dell'universo,quasi perseguendo nella tela una direzione ascensiva e dilatatoria, ora l'espressione astratta esprime fusione e incontro di tutte le direzioni verso un centro che è ovunque perché... ... .. non c'è luogo dove non c'è inizio o possibilità di iniziare un cammino...

Cristiana Leopardi



MICROCOSMI

Ad un primo approccio le nuove opere di ARi colpiscono per la loro gradevolezza. stupende sfumature di colore, velature delicate, striature sinuose che si fondono in delicate o violente armonie di grande effetto. Il vero piacere però sta nello scrutare analiticamente, centimetro per centimetro, la tela. Allora, e solo allora, si schiudono nuovi orizzonti, forme e colori sfuggiti alla prima superficiale occhiata. Sorgono dal nulla piccoli mondi inesplorati che ne racchiudono altri in un gioco di scatole cinesi apparentemente senza fine.. Forme astratte che si adattano nella nostra mente a qualsiasi interpretazione… Una sensazione di meraviglia ci pervade forzando quei segni ad esprimere significati non voluti: è come fantasticare sulle bizzarre forme delle nubi o sugli intarsi preziosi dell'alabastro. Va esaltata l'abilità tecnica e creativa di ARi che gli consente di ricreare quella apparente casualità delle forme naturali così paradossalmente armoniosa. Gli studi di Mondelbrot sulla teoria dei frattali con cui si è cercato di regolamentare ciò che sembra assolutamente casuale sono lo spunto per la ricerca di ARi, che da artista e non da matematico sembra volerci guidare piacevolmente alla scoperta degli arcani costruttivi della natura in un microcosmo pulsante di vita.
Non si cerca più la bellezza nel visibile, nel macroscopico, si scrutano i valori minimi dell'universo, cellule, cristalli, microrganismi fantastici. Bellezze invisibili a tutti, immaginate, scoperte, colte nell'attimo magico in cui si fondono nell'eterno divenire della creazione.

Andrea Bartolozzi




Queste opere astratte del Maestro Albino Ripani si aggrappano direttamente alla mia anima con le loro mutevoli superfici e non posso più allontanarmi.
Il morbido e sinuoso segno, ricco di filamenti ci conduce come attraverso un magma sulle superfici dipinte che mostrano sentimenti e passioni che lo animano.
Passioni forti, tali da non poter essere negate nella loro stessa natura elevatissima, e rara negli umani.
Il magma di questi dipinti, lievissimi nella loro consistenza materia veicola sogni/dreams.

L'attitudine a sperimentare la curiosità di andare oltre, l'orgoglio di rubare agli stessi strumenti: pennelli, spatole, tele, colori; la forza anche di ripartire dalla superficie di un dipinto già finito o di distruggere l'opera compiuta.
Ecco la personalità fortissima e dirompente di un uomo, di un artista, ampio nell'animo, nel pensiero e nella persona.
Dalla figurazione, ormai lontana nel tempo di più di quarant'anni al lavoro di questi mesi: questo stile suo personale, proprio non solo della mano ma anche di una mente unica e traversata dall'Arte in più sensi tra loro intersecantisi.
Nella sua vita Albino Ripani ha fatto di tutto, soprattutto vivere, e intensamente: e per quest'uomo, intelligente e sensibilissimo, vivere è cosa estremamente legata al lavoro, alla produzione artistica, al movimento.
Il dipingere è stato il lit-motif di una vita dedicata e vissuta per i sentimenti, gli amori gli affetti le amicizie. La pittura è stata più volte presa, lasciata, ripresa, usata, vissuta, ripudiata, accantonata, per non sfruttarla e per non sfruttarsi.
Amata come una bella donna e fuggita come un vizio per le distorsioni con cui spesso la percepiamo in ambienti maleodoranti, seppur paludati e reputati o tali ritenuti.
E così, in questi giorni, il Maestro si ripresenta a noi in sordina, in un accogliente spazio espositivo sulla Riviera prospiciente Fermo, la città dove è vissuto e dove vive. In questa Galleria che è un rifugio protetto dalle braccia di un amico.
Questo ampio gruppo di dipinti ci presenta un Neoastrattismo di particolarissima concezione da parte di un maestro autodidatta che, senza coscienza, ha rielaborato l'arte dall'impressionismo alla neofigurazione novecentesca, mantenendo echi inconsci e inconsapevoli all'interno di un astrattismo nuovo perché non geometrico e non misurato e neppure campito.
Un Neoastrattismo che emerge e viene travolto dal magma dell'immaginazione e nel quale infine domina la linea, il segno, il filamento, una ondulazione ridondante e rilasciata che lievemente connota l'opera sorreggendo e sommergendo il colore quasi in lontananza.
Ma ciò che colpisce di questo Neoastrattismo sono le superfici levigatissime a "tromphe l'oeil" che ingaggiano con l'osservatore una gara all'iperrealismo, al "falso più vero del vero", al non compiuto da mano umana ma gioco tecnologico di una macchina.
E in queste tele dalle superfici levigate dove marasmi di materia vorticosamente si amalgamano, ora trapela anche la luce che il maestro stesso immette e che incredibilmente crea, nell'astratto, la tridimensionalità.
E' in questo andare e venire dal bidimensionale al tridimensionale che l'Autore stringe e allenta la coulisse che lo lega a grandi pensieri artistici che lui sa pur non conoscendoli; che sente senza sapere e che impasta con se ed i suoi geni composti di molecole di Arte allo stato puro.
Il Giappone e Gustave Moreau, Klimt e la metafisica.
Ci sovviene di questi passaggi, ma sono sensazioni effimere e del tutto momentanee perche quellq di Albino Ripani è una ispirazione sua unica e personale, continuamente alla ricerca di qualcosa oltre, del pensiero e del gesto successivo.
Un incessante divenire che è per lui motivo stesso di ragione di vita.

Firenze 15 Aprile 2008
Emanuela Catalano



Dott. Prof. Emanuela Catalano Storica dell'Arte
Docente ordinaria di storia dell'Arte e conservazione dei Beni culturali
Firenze


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